Una bella storia breve

Le belle storie appartengono a tutti. Quella che segue l’ho trovata in un libro e ho deciso di riportarla qui perchè, nella sua semplicità, mi è piaciuta un sacco.

“Un’estate ho fatto la guardia forestale per quattro mesi, nell’Oregon. Per tutto quel tempo ho vissuto da solo, e siccome in giro non c’era anima viva, me ne stavo praticamente senza vestiti. Vivevo nel cuore della foresta. Alla fine dell’estate ero abbronzatissimo e calmissimo. Si era alla fine di agosto e io ero accovacciato a raccogliere delle bacche da un cespuglio. Ad un tratto ho sentito una lingua che mi leccava la spalla, e lentamente ho girato la testa. Era una cerva, che mi leccava il sudore dalla schiena! Restai immobile. Poi la cerva si mise accanto a me, e tutti e due mangiammo in silenzio le bacche di quel cespuglio. Ero stupefatto! Che un animale potesse avere tanta fiducia in me”.

Buoni autori, buone storie

Un articolo di Alessandra De Ciechi Lo “scrittore” vive o è una specie in via di estinzione, apparso qualche giorno fa su LinkedIn, tocca alcuni temi su cui rifletto e discuto da diverso tempo. In fondo, sono pur sempre un redattore/editor di testi scolastici, nonché un appassionato di narrativa. Così eccomi qui, per un’estemporanea capatina nel mondo in cui lavoro. Seguitemi se vi va.

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