A proposito di Carta Di Riso

Tempo fa mi sono imbattuto in un libretto di Giuseppe Culicchia, intitolato Torino è casa mia. Mi è piaciuto subito. Ogni parte della città, ogni quartiere, erano paragonati a una parte della casa: la cucina, il salotto, l’ingresso, la camera da letto, il terrazzo, la cantina e qualche altro ambiente che ora non ricordo.

Più o meno nello stesso periodo ho letto che un blog è una sorta di casa digitale, diversa da un profilo social, che è più simile alla piazza in cui ti incontri con gli amici. Di profili social ne ho, come tutti, ma un blog mi mancava. Così, pur non avendo le idee chiarissime, mi sono detto perché no?, ed eccomi qui. Fa un po’ boomer, lo so, tenere un blog nell’epoca delle storie Instagram, ma sono pur sempre nato negli anni Settanta.

L’idea dunque è quella di costruire in questo blog la mia casa digitale. Una casa piccola – minimale, come si dice oggi – con pavimenti di legno levigato e pareti di carta di riso. Ci vedo bene anche un giardino discreto, con un ciliegio in fiore e una fontana di pietra in cui l’acqua scorre dolcemente senza sosta. Molto giapponese, direte voi. Molto zen. Be’, sì.

Naturalmente, non è la casa in cui vivo tutti i giorni. È piuttosto un rifugio, un buon ritiro in cui tornare appena possibile, per scrollarmi di dosso la polvere e la confusione della città, e perdere finalmente un po’ di tempo.

E perdere tempo, Fedele Lettore, Fedele Lettrice (come direbbe uno scrittore molto, molto più bravo di me) è esattamente quello che ti capiterà se passi da queste parti. In questa casa non troverai nulla di rilevante, se non brevi divagazioni su cose di poca importanza. Se hai comunque voglia di fare un giro – mentre sei seduto in metropolitana, o al tavolino di un bar, o in sala d’attesa – mettiti pure comodo, o comoda, e perdi un po’ di tempo con me. Mi fa molto piacere.

Benvenuti.

 

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