Napoli: disastro o capolavoro?

Riporto un bell’articolo di Diego De Silva su una città che, come molti dei suoi, odio e amo.

Grazie a Martina Russo per avermelo fatto scoprire.

Napoli: disastro o capolavoro?
Elena Ferrante e Gomorra, Paolo Sorrentino e Pino Daniele, i tour sulle tracce dei camorristi televisivi e la gente comune che si ribella ai cliché : Napoli è al centro di un’ondata di film, romanzi, serie tv. L’ossessione collettiva è spiegarne l’identità. Ma nessuna opera d’arte o inchiesta riesce a catturarla. Non è questa l’essenza della seduzione?

(per l’articolo completo puoi cliccare qui).

Quel che resta…

… di questa estate, a parte il resto, sono un paio di momenti di pura gioia.

Ho nuotato nella piscina deserta, a Torca, mentre veniva giù la sera. Due nuotate lunghe, lente, complete. Un respiro profondo ogni quattro bracciate. La mia mente si è svuotata, il mio fisico mi ha ringraziato. Il tempo è tornato all’indicativo presente. Ho fatto la doccia calda in terrazza, ho guardato l’imbrunire dall’alto, sono rimasto solo nell’aria luccicante fino a quando non mi sono sentito pronto per risalire verso casa. La prima sera mi ha accolto uno squisito odore di cucina: una sensazione dimenticata. Doris stava preparando il sugo di zucchine per la cena. Da molto tempo non mi sentivo così.

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Sketching

Non so disegnare, dunque scrivo. Lo so, a Cartesio è venuta meglio, ma insomma lui era lui e io sono io.

Comunque. Diversi anni fa viaggiavo molto, soprattutto d’estate. Quando arrivava il giorno delle vacanze mettevo quattro cose nello zaino, gettavo lo zaino e la tenda sul sedile posteriore della mia innocenti rossa e via. Passavo a prendere Dario, il mio compagno di avventure, gettavamo il suo zaino accanto al mio e imboccavamo l’autostrada. Alla “via così” come direbbe Jack Sparrow, verso i nostri dieci/dodici giorni on the road, muniti dell’inseparabile guida ai campeggi del Touring Club. Che ci crediate o no, prima di Google e dei cellulari questi erano i mezzi.

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Di Chianti e Fiorentine

Firenze è sempre bella. Mancavo da diversi anni e nel ricordo l’avevo rimpicciolita alla trinità classica: Piazza della Signoria, Piazza del Duomo, Ponte Vecchio.

Ci sono tornato per un estemporaneo weekend in questa fine di settembre. Tutto sabato, parte della domenica, un’ora e mezza di Italo da Milano. Su booking fermo un piccolo hotel a cinque minuti dal centro, subito oltre Ponte Vecchio, in borgo San Jacopo. Niente di che, camera un po’ sciatta, receptionist straniere che a malapena capiscono l’italiano ma poco male: non è qui che passerò il mio tempo. Continua a leggere “Di Chianti e Fiorentine”