Come d’inverno

La luce purissima che avvolge le cose poco prima del tramonto.

La prima volta che fa freddo e metti un vecchio maglione di lana.

Quando siedi davanti a una finestra chiusa e guardi la pioggia, e il gatto ti salta in braccio e fa le fusa.

La nostalgia delle cose che non hai fatto ma ti sarebbe sempre piaciuto fare e il richiamo di quelle per cui pensi di essere ancora in tempo.

I pomeriggi di domenica sotto il plaid, coi tuoi piedi che mi sfiorano i polpacci e un film di Julia Roberts alla tv.

Fare l’amore mentre fuori infuria la bufera ma dentro non importa.

Pausa

Il sole va e viene. Un vento leggerissimo fa ondeggiare il glicine e ravviva i gerani. La temperatura è mite. In piscina non c’è nessuno, Maurizio e Grazia sono al mare, i gatti dormono.

Ho mangiato uno snack e preparato un caffè, sorseggiato in veranda. Ora sono qui. Allungo le gambe sul tavolino, incrocio i piedi e non faccio niente. I miei pensieri vagano, i miei occhi si nutrono di colori vividi. Sto bene.

Il mare, in lontananza, è di un azzurro perfetto. Ci sono barche ormeggiate intorno all’isola dei Galli. Per il resto tutto è fermo, rarefatto, insolitamente lento.

Da qualche parte, in un altro mondo, ci sono treni che vanno, telefoni che squillano, segretarie che si preoccupano, manager che comandano e tassisti che si incazzano.

Qui la natura è rigogliosa, i grilli cantano, gli uomini sono calmi. Io sono solo, distante, sereno. Vivo.