Spaghetti alle vongole

No, non è una ricetta, ma una dichiarazione d’amore. Li preferisco bianchi, al massimo rosé, ma posso fare un’eccezione se i pomodori sono quelli giusti: maturi, veri, carichi di terra fertile e di sole. La pasta, spaghetti n. 5, ma da zio Pesce a Milano ho fatto una piacevole incursione nei tagliolini e ne è valsa la pena. Ovviamente, vongole fresche, altro che grappoli da banco del supermercato. Se possibile, mischiate ai più teneri e discreti lupini. Aglio appena appena, uno sbuffo di pepe, una spruzzata di prezzemolo tritato subito prima di servire.

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Ritmi di stagione

Ci siamo alzati presto. Il sole era ancora mite e abbiamo fatto il bagno, galleggiando pigramente sull’acqua della piscina.

Verso mezzogiorno, col sole a picco, ci siamo riparati all’ombra per pranzare: fresella al pomodoro e frutta fresca.

Nel caldo micidiale del primo pomeriggio ci siamo chiusi in casa a riposare.

Quando il sole ha iniziato la discesa siamo tornati in piscina, per fare ancora una nuotata prima della doccia.

La sera è arrivata dolcemente. Vestiti, ripuliti, riposati, abbiamo fatto un giro in paese, comprato i regali per chi è rimasto a casa e cenato fuori con un bicchiere di vino e una birra fresca.

È calata la notte. Abbiamo guardato le stelle dal giardino e parlato sottovoce aspettando il sonno. Alla fine siamo andati a letto.

Non ho chiesto nemmeno una volta che ore sono.