Prima colazione

Devo sedermi in un bar, un decadente bar di cinesi, grossolano, un po’ sporco, visitato dai viaggiatori svogliati del primo mattino. Magari uno di quelli incastrati tra i corridoi delle stazioni. In questo, Milano è come Parigi: ovunque ci sono cunicoli nel sottosuolo invasi dall’odore del burro. Voglio bere un caffè guardando distrattamente i titoli dei giornali. Il Corriere, poi la Gazzetta, addentando una brioche al cioccolato che sparge briciole dappertutto. Alzarmi sazio, contento, uscire all’aperto, continuare a camminare.

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Mattino

In bici da casa alla stazione. Cusano è ancora mezza addormentata, il giorno è giovanissimo,  l’aria fredda. I lampioni notturni sono ancora accesi e le decorazioni di Natale lucciacano. Io pedalo a velocità di crociera tra sparuti cusanesi infagottati, impettiti e vagamente ritrosi. Tra un po’ ci ritroveremo tutti sul treno per Milano: è un’ordinaria mattina di periferia che non mi dispiace.